1° Editoriale (TTC numero 1, Febbraio 1997)

Perchè Tam Tam

UNA nuova associazione nel quartiere. Qualcuno ne sentiva il bisogno? Assolutamente no. Appunto. La nostra scommessa è proprio questa. E’ il tentativo di dimostrare che in un quartiere (in una città) rimane sempre molto da fare, restano sempre molti vuoti da colmare. Ci piace pensare che attraverso lo sport, la cultura e l’impegno sociale, i tre campi principali nei quali tenteremo di agire, sia ancora possibile contrastare il male del secolo: l’ignoranza. Ignoranza è, ad esempio, il non sapere quali diritti abbiamo, è il non conoscere se esistano strumenti per far riaprire una palestra chiusa da anni, è il non rendersi conto che bisogna smetterla di demandare sempre ad altri la soluzione dei problemi. Siamo dell’idea che, almeno ogni tanto, non si possa soltanto abbaiare, ma che si debba anche mordere. Saremmo tentati a questo punto di rassicurarvi sul fatto che siamo dei bravi ragazzi e che di noi vi potete fidare. Invece non vi annoieremo con spiegazioni riguardo chi siamo e da dove veniamo perché sappiamo benissimo che quasi nessuno è più disposto ad ascoltare. Non c’è tempo e soprattutto circolano troppi imbonitori (“eh, non si sa più a chi credere in questo mondo!”). Preferiamo lasciare ai professionisti della menzogna le frasi a effetto, i proclami e le promesse. Per quanto ci riguarda abbiamo deciso di optare per il silenzio, accompagnato, se ci riusciremo, dai fatti. Anche questo foglio, che speriamo di potervi offrire ogni due mesi, non farà rumore e scivolerà silenzioso nelle vostre tasche.