Turismo consapevole |
| I viaggi del Tam Tam
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Viaggiare è un modo per conoscere il mondo, altre persone e altre culture. Viaggiando si diventa testimoni della realtà. Come Marco Polo, tornato in Europa dopo il viaggio in Oriente, ha portato in Italia una cultura diversa, così il viaggiatore del XX secolo ha la possibilità di essere un veicolo di scambio interculturale, mettendo in contatto culture diverse e testimoniando realtà difficili in modo diretto, senza l’intermediazione di TV e organi di informazione. In questa luce il turismo non è una risorsa diretta per il residente, piuttosto un’occasione per il visitatore che, prendendo coscienza di ciò che passa davanti ai suoi occhi, probabilmente assumerà nella sua vita quotidiana comportamenti maggiormente responsabili nei confronti del Sud del mondo. In base a queste idee è nato il turismo consapevole, un nuovo modo di viaggiare e di scoprire l’altro rispettando l’ambiente, la cultura e le persone. Nel 1995 il settore turistico ha fatturato 381
miliardi di dollari USA. Secondo i dati dell’O.M.T. (Organizzazione Mondiale
per il Turismo) sempre nel ’95 sono stati 561 milioni i turisti e 120
milioni le persone occupate. Il turismo è il secondo settore per
fatturato nelle esportazioni internazionali, alla pari con l’industria
automobilistica e subito dopo il settore energetico. Con il 50% del fatturato
e il 60% degli arrivi internazionali, l’Europa fa la parte del leone, seguita
dalle Americhe (25% e 20%) e dall’Estremo Oriente/Pacifico (15% e 19%).
Il continente Africano viene ultimo, con l’1,7% del fatturato e il 3,3%
degli arrivi internazionali. Per il 72% i turisti provengono dai Paesi ricchi:
i popoli del Sud viaggiano invece per necessità, emigranti alla
ricerca di un lavoro. Un fenomeno di tale portata ha avuto e sta avendo un grosso impatto su ambiente, società e culture, in particolare nei paesi del Sud del mondo dove per anni è stato reclamizzato come panacea di tutti i mali. Il turismo è un’occasione di sviluppo oppure una forma nuova di sfruttamento per i paesi poveri? Gli operatori sostengono che il turismo di massa crei lavoro, quindi benessere indotto e sviluppo. In realtà la percentuale del guadagno che ricade a reale beneficio dei paesi visitati è molto bassa. La maggior parte della quota infatti viene spesa in servizi forniti dall’agenzia, che è sempre europea. Inoltre, le linee aeree, le grandi catene alberghiere e i villaggi turistici appartengono a società multinazionali con sede nel Nord del mondo. La prostituzione, l’offerta più o meno esplicita
di “intrattenimento sessuale” è un invito sempre più presente
nelle proposte di molte agenzie. Il commercio del sesso è diventato
una vera industria per alcuni paesi del Sud del mondo, e il richiamo sessuale
è una componente non secondaria nelle scelte di alcune mete: Brasile,
Cuba e sud-est asiatico. Si calcola che la percentuale di turisti maschi
che dagli stati occidentali si reca in Asia per fare del sesso in libertà
sia il 70%. Il turismo consapevole è un modo di viaggiare
alternativo. Dormendo in alberghi gestiti sul posto (anche a carattere
familiare) e non da multinazionali europee o americane, acquistando e consumando
prodotti locali il beneficio proveniente dal turista ricade in maggior
misura sulle comunità visitate. Viaggiare con mezzi di trasporto
pubblici, partecipare ai momenti di vita quotidiana (mercati, feste, ecc.),
cercare occasioni di contatto e scambio con le persone del luogo, evitare
di richiedere privilegi (gli spaghetti ai tropici...) e di frequentare
strutture create apposta per il turista sono i modi migliori e più
diretti per comprendere la realtà, la cultura e la storia del paese
visitato. |




