Di solito settembre porta con sé una lunga serie di cose da fare che avevamo lasciato in sospeso durante l’estate: vuoi il caldo, vuoi le vacanze, vuoi la stanchezza di un anno scolastico, universitario o lavorativo, ma c’è un momento in cui si molla tutto, se si può si parte, e ce ne si dimentica. Poi l’estate finisce con il suo giusto carico di malinconia, le giornate si accorciano e l’aria si raffredda, e tutto ciò che andava fatto è lì ad aspettarci, giusto un filo più impolverato.
C’è un fatto, però, che difficilmente ammetteremmo: dopo settimane – o mesi, per i più fortunati – questo ritorno alla realtà in fondo ci piace. Ci sono, accanto a molte faccende sgradevoli come i compiti a casa, gli esami o il lavoro, abitudini che abbiamo lasciato perdere (volenti o nolenti), e che adesso ritroviamo.
Per noi del Tam Tam, noi tutti – mini-atleti, atleti, allenatori, genitori, volontari, dirigenti, membri del Consiglio Direttivo – la stagione alle porte rappresenta una piacevole occupazione, insieme ad altre forse meno piacevoli. Per tutti c’è un momento speciale, poco importa se lo si vive appena prima di allacciarsi le scarpe, accompagnando un ragazzo, gonfiando dei palloni, rileggendo il programma di allenamento o controllando se le retine sono a posto e il parquet è pulito.
Quel momento è il primo respiro che facciamo una volta entrati in palestra, quell’odore di linoleum o di legno, il suono dei primi palleggi, l’eco di grida o applausi che sembrano essersi appena spenti. La promessa di una nuova stagione. Ma l’odore, e il primo respiro soprattutto. Un momento che per gli atleti più grandi è quasi un rito, per i mini-atleti qualcosa che si appiccicherà benevolmente loro addosso, qualcosa che sa di casa, un momento in cui si varca una soglia e ci si dice: beh, eccoci qui.
E dunque: bentornati e bentornate, o benvenuti e benvenute, alla stagione sportiva 2026/2027!
I gruppi senior sono al lavoro da quasi un mese, sono cominciate le prime amichevoli e le gambe sono tornate a pieno regime dopo l’estate. Il Camp di Bardonecchia è stato un successo, che ha visto lo staff e gli atleti più giovani impegnati in una tre giorni di sport prima del ritorno tra i banchi.
Quest’anno, il Tam Tam festeggerà trent’anni, che non sono un traguardo da poco per una realtà che ha mosso i suoi primi passi cominciando da zero, crescendo, vincendo campionati, diventando uno dei punti di riferimenti all’interno del quartiere, con molte centinaia di atleti che hanno vestito la nostra maglia.
Avrete tutti letto la lettera di inizio anno, dunque non ripeterò le novità che vi sono scritte sopra. In occasione del trentennale però, e in funzione di una realtà che è ormai un’istituzione, alcune novità riguarderanno anche la comunicazione e, com’è stato fatto in passato con il giornalino Tam Tam e i viaggi sociali, un progetto per darci una nuova voce.
Dunque.
Una volta al mese, da qui a giugno, troverete sul sito – badate bene, soltanto sul sito – un editoriale come questo.
Il progetto del Podcast Tamburi, anch’esso a cadenza mensile, riprenderà a partire da ottobre, con nuove voci e rubriche, per tornare a parlare di pallacanestro con staff e atleti.
Un’iniziativa di bookcrossing troverà spazio nei locali della scuola Modigliani adibiti a nostra sede: allenatori e giocatori troveranno uno scaffale con libri sul basket e dispense per gli allenatori, che potranno essere presi e lasciati a piacere. L’avvio del bookcrossing verrà annunciato tramite Instagram e da allora chiunque volesse donare dei libri a tema pallacanestro, o prenderne in lettura, potrà farlo.
Questo, per ora, è tutto.
Un buon inizio e sempre Forza Tam Tam!
Ci vediamo in palestra.
Ian Poggio, Segretario e Responsabile Comunicazione – Settembre 2026.
